mercoledì 19 gennaio 2011

Stephanie Marin




di Ivana Riggi

Ha ben settantacinque punti vendita in Francia e duecentotrentadue nel resto del mondo: stiamo parlando di” Smarin Design”, nato nel 2004 dal genio creativo di Stephanie Marin e prodotto al 100% in Francia. Il Marchio propone una tipologia di oggetti in cui ogni elemento può essere utilizzato singolarmente o insieme, combinando conoscenza e creatività.
Parliamo un po’ con lei.

Stephanie mi racconta, in breve, la sua storia e il modo in cui è approdata al mondo del design? Come è organizzata Smarin?

Mi sono concentrata molto presto sull’eco-design: nel 1990 ho fatto del riciclaggio dei tessuti un trend della moda, e poi nel 1997 ho creato Habits Magiques, una linea “pronta da indossare”, nel 1995, con la quale ho raggiunto il successo. Nel 2004 ho deciso di estendere la mia ricerca al design e all’ambiente, con gli stessi requisiti: colori e materiali naturali, produzione francese e pubblicazione e comunicazione delle mie opere. Io vivo e lavoro a Nizza dove si trova il laboratorio di ricerca e di produzioni artigianali di Smarin. Smarin ha presentato le mie creazioni dal 2004, e ogni anno offre una tipologia di oggetti: forme morbide e linee semplici che corrispondono l’una all’altra, sovrapponendosi all’infinito. Un’attenzione che si concentra sulle nostre relazioni con l’ambiente, il bisogno di ricordare e di fare esperienza del movimento in natura. Oggetti metaforici che sono utili e belli per il nuovo ambiente. La mia visione è una filosofia del design indipendente, un design dell’eco-sviluppo responsabile e una produzione francese al 100%. Nel mio laboratorio a Nizza le abilità artigianali e l’esuberanza creativa sono combinate, e vediamo la nascita di una produzione al top della categoria, dove il valore aggiunto sono sia l’innovazione che la qualità. Io ricopro il ruolo sia di designer che di general manager di una compagnia, che conta circa 15 impiegati, compresi i settori della produzione, dello sviluppo, delle vendite, della comunicazione...

Come nasce l’idea di Livingstone: arredare con le pietre? Che materiale ha utilizzato per questo prodotto?

Living Stones, le pietre per il soggiorno, sono state la mia prima creazione di design. Volevo creare un prodotto modulare ed ergonomico. Ho deciso di sfruttare le mie conoscenze e competenze che erano focalizzate soprattutto sui tessuti e in particolare su prodotti naturali e forme che deturpano, arrotondate…così come sono in natura. Amo anche l’idea di un paesaggio immaginario che si possa creare nel proprio salotto. Le “livingstones” sono tutto questo nello stesso tempo.
Ciottoli enormi, messi da qualche parte, per rilassarsi, con una geometria variabile con cui giocare, per un arredamento moderno. Le “livingstones” sono fatte con pura lana vergine. I cuscini sono decorati con fibre di polysilicon anti allergico, le sedute sono fatte di una struttura ad alto comfort in gomma piuma tipo bultex. La manifattura francese, al top degli standard, ecologica (materiali puri, naturali, stampi minerali di lana fatti senza interventi chimici), garantisce una notevole comodità ed una longevità eccezionale. La tavolozza di sfumature, la scelta di forme e misure è sufficientemente ampia per scegliere una combinazione unica che è incessantemente variabile, perfettamente adattabile a qualsiasi arredamento. Tutti i modelli di queste gamme sono disponibili con o senza linee.


Restiamo a stretto contatto con le suggestioni fornite dalla natura… In cosa consiste il progetto Mobileshadows?

Mobileshadows è un insieme di pezzi da sospendere liberamente sulla cornice di una finestra o separatamente nel loro spazio. Questa idea della tenda “nuvola” o della separazione dello spazio mi venne in mente all’inizio della mia carriera di designer. Ho avuto tempo per sistemare le “livingstones” negli spazi dei miei più grandi clienti.
Ho avuto la sensazione che quelle case contemporanee avevano tutte lo stesso problema per le tende. Nessuno aveva trovato soluzioni per le cornici di finestre tanto grandi, o ad altri non piaceva l’idea di una tenda normale. Infatti ho deciso di lavorare su un progetto che potesse rispondere a questo bisogno. È così che ho progettato le “mobileshadows”: cosa c’è di più naturale di una nuvola per filtrare la luce?

E arriviamo all’ultima creazione, il puf luminoso Liquid, cosa ci può dire?
Liquid è un sedile luminoso da esterni: un progetto sul quale stiamo lavorando al momento, ragione per cui non posso dirle di più mentre è ancora in fase di sviluppo.
Una proposta innovativa che implica nuove tecnologie, sfruttare energia naturale, rendere il paesaggio autonomo.


Nel salutarla le chiedo: qualche anticipazione sui progetti futuri?

È appena emerso un nuovo progetto. Io sono soprattutto conosciuta per i miei oggetti di design, ma sono anche una designer di spazi. Sono stata contattata da Jeanne Pierre Dick, un talentuoso skipper francese, vincitore della Barcelona World Race 2008 e due volte vincitore della Transat Jacques Vabre nel 2008 (per ricordare alcune vittorie), per progettare il design degli interni della sua nuova barca JP54. È un progetto che vede lo stile di Smarin fiorire tra leggerezza e requisiti vincolanti. Aspetti modulari e funzionali sono studiati in dettaglio e le ergonomie sono sempre la guida per ciò che viene cercato nel vocabolario marino. Jeanne Pierre ha immaginato la nuova barca, che è all’intersezione tra il mondo dello sport estremo, attraverso le sue performance di gara, e il mondo del lusso e della conoscenza pratica. La leggerezza, la velocità e i valori sognati di questo progetto sono anche i miei. È una grande opportunità per me avere la possibilità di lavorare ad un approccio così innovativo. Certo, ci sono stati moltissimi parametri tra i nostri esigenti mondi. Il design, le qualità estetiche, la leggerezza, la solidità, la longevità, e il comfort hanno dovuto coesistere. E io credo che non siamo folli se speriamo di unire queste caratteristiche. È solo una gran mole di duro lavoro. Gli usi ridotti all’essenziale, niente di superfluo: non è molto ma funzionalità e qualità sono le linee guida del progetto. Sono stata in grado di proporre forme di alto design, in modo da soddisfare il maggior numero di requisiti.

dal Nr 02_10

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