lunedì 14 febbraio 2011

Bart Domburg a Milano







Si inaugura oggi, 14 febbraio 2011, presso la galleria Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi & Co la personale di Bart Domburg, che si protrarrà fino al 25 febbraio.

La ricerca di Bart Domburg (Zwolle, Olanda, 1957, vive e lavora ad Amsterdam) è un viaggio intorno al paesaggio, che l’artista restituisce attraverso una pittura di matrice iperrealista, mescolando ricordi del proprio vissuto e la storia dell’ immaginario collettivo. Nelle recenti opere Domburg si focalizza sull’ iconografia dell’architettura nel contesto urbano, studiando porzioni di facciate e agglomerati di finestre, che, proposte in un gioco modulare di linee verticali e orizzontali, denunciano un’atmosfera disumanizzata e glaciale, in uno scenario al confine tra astrazione e realtà tra concretezza formale e illusione bidimensionale.In mostra sono esposte otto tele di grande formato in cui l’atmosfera anonima delle scenografie disabitate sono rese dall’artista attraverso l’uso di colori disfatti e irreali, in cui predominano il bianco, il grigio, il lattescente, il fumoso, secondo tutte le gradazioni delle nebbie. Un equilibrio cromatico in cui le albe e i tramonti si riflettono sulle superfici specchianti dei palazzi.Domburg ci guida metaforicamente in una riflessione sull’uomo moderno e gli spazi in cui vive, sottolineando la crescente densificazione della città e la modulazione dei nuclei abitativi, in cui le regole dello sfruttamento urbano coinvolgono quelle sociali dell’individuo. Un personale punto di vista che rimarca quell’estetica metropolitana che accompagna l’uomo odierno nella sua esistenza.

Bart Domburg ha esposto in sedi prestigiose come lo Stedelijk Museum di Zwolle e il Centraal Museum di Utrecht è presente in molte collezioni prestigiose quali: Stedelijk Museum, Amsterdam, Collezione Lieu d'Art Contemporain, France, Collezione Maramotti, Reggio Emilia, Italia.

The research of Bart Domburg (Zwolle, Holland, 1957, lives and works in Amsterdam) is a voyage through landscape, which the artist conveys through painting based on hyper-realism, mingling memories of his own experiences and history of the collective imaginary.
In recent works Domburg focuses on the iconography of architecture in the urban context, studying portions of facades, groupings of windows, depicted in a modular play of vertical and horizontal lines to communicate a de-humanized, frigid atmosphere, in a scenario on the borderline between abstraction and reality, concrete form and two-dimensional illusion.
The exhibition includes eight large canvases in which the anonymous atmosphere of the deserted scenes is conveyed by the artist through the use of faded, unreal colors, milky and smoky tones of white and gray, with the shading of layers of fog. A chromatic balance in which dawns and dusks are reflected on the mirror surfaces of buildings.Domburg guides us through a metaphorical reflection on modern man and the spaces in which he lives, underscoring the growing density of the city and the modular quality of residential nuclei, where the rules of urban exploitation involve the social rules of the individual. A personal viewpoint that highlights that metropolitan aesthetic that accompanies contemporary man in his existence.

Bart Domburg has shown his work in prestigious settings like the Stedelijk Museum of Zwolle and the Centraal Museum of Utrecht. His pieces are included in many outstanding collections, including: Stedelijk Museum, Amsterdam, Lieu d'Art Contemporain, France, Collezione Maramotti, Reggio Emilia, Italy.

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