venerdì 12 ottobre 2012

Next Vintage




Tutto è pronto per l’edizione autunnale di Next Vintage – Moda e accessori d’epoca, che si tiene al Castello di Belgioioso, a pochi chilometri da Pavia, da oggi 12 ottobre, fino al 15 di questo mese. Le stanze del Castello ospitano i più prestigiosi operatori del settore che espongono le chicche delle loro collezioni dal 1700 fino agli anni ’90 del novecento. Re di queste quattro giornate è naturalmente il Vintage, con i suoi colori, il suo fascino senza tempo, la sua poesia. A chi visiterà la manifestazione si spalancheranno le porte di un mondo di moda e stile, pezzi rari e originali, che riescono ad accontentare le più varie fasce di budget.
Al centro della scena quest’anno ci sono sicuramente gli anni ’60, in cui si riflettono i desideri e le tendenze del momento attuale. Gli anni ‘60 videro la fine del modello “maggiorata” e dei vitini da vespa: le donne reclamavano la loro libertà e la loro voglia di vivere adattando il modo di vestire alle nuove esigenze. Furono quelli gli anni della linea trapezio, presentata nel 1958 dal giovane Yves Saint Laurent, ancora responsabile artistico  Dior: vestiti a forma di sacco che ignoravano il punto vita o cappotti stretti in alto e svasati verso il basso. I nuovi vestiti dovevano innanzitutto sembrare giovanili e poco convenzionali, divertenti e irrispettosi. Gli anni ’60 sono ricordati come gli anni della minigonna, delle trasparenze irriverenti, dell’abbigliamento etnico o in PVC e dei pantaloni a zampa di elefante.
In quegli anni anche nel campo dell’arte prevaleva la tendenza a rompere con il vecchio e a ricercare il nuovo, le diverse forme d’arte di questo periodo sono caratterizzate da un evidente desiderio di superamento e dalla netta divisione tra la cosiddetta cultura “alta” e quella bassa.
Gli stilisti trovarono nuovi motivi saccheggiando la pop art e l’op art. Sia sulla tela sia sui tessuti, l’abile uso di forme come cerchi, quadrati e spirali dava l’illusione del movimento.

Quest’anno farà da magnifico sfondo all’esposizione, e ne caratterizzerà ancora meglio lo spirito, l’anteprima della mostra American Dream (che si terrà dal 29 ottobre al 16 marzo alla Galleria Agnellini di Brescia), di cui saranno presenti alcune opere d'arte.  
“L’esposizione, attraverso opere significative di artisti espressionisti o pop che animarono la scena americana degli anni ’60, illustra lo spirito di entusiasmo e di libertà che s’impose nel paese in quegli anni in cui l’arte, l’industria e l’economia parteciparono a uno slancio creativo che sconvolse le abitudini di vita. La meccanizzazione produceva già da lungo tempo oggetti di desiderio che l’arte, grazie alla Pop art, trasformò in icone moderne, rappresentazioni spesso moltiplicate di simboli di una civiltà potente e dominatrice. Gli Stati Uniti, in uno stesso slancio, seppero altrettanto bene esportare il loro modello di società e imporre un’arte che ne era il principale sostegno. L’esposizione mostra, in un parallelo tra le mitiche moto Harley Davidson e Indian, e le opere di artisti come Warhol, Rauschenberg, Sam Francis, Robert Indiana, il rapporto sottile che esiste tra l’industria e l’arte in quegli anni di totale euforia”.
Per informazioni e biglietti on line: www.belgioioso.it


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